Hong Kong, Amnesty International critica i poteri d’emergenza

Comunicato stampa rilasciato il 4 ottobre 2019 – Tempo di lettura stimato: 3′

Il governo di Hong Kong ha annunciato l’intenzione di applicare – a partire dal 5 ottobre – una legge sui poteri d’emergenza, risalente al periodo coloniale, che vieta la copertura anche parziale del volto durante le manifestazioni pubbliche (salvo che per motivi di salute o di religione) e che autorizza le autorità a procedere ad arresti sommari e a limitare la libertà di espressione e di riunione pacifica.

Ecco l’ennesimo tentativo del governo di Hong Kong di impedire le proteste. I precedenti sono stati segnati dall’uso non necessario ed eccessivo della forza e dalla minaccia di procedimenti giudiziari per chi ha esercitato i suoi diritti“, ha dichiarato Joshua Rosenzweig, direttore di Amnesty International per l’Asia orientale.

È proprio grazie al clima di paura creato dalle autorità di Hong Kong che i manifestanti sentono la necessità di coprirsi il volto. Il divieto in via d’introduzione è particolarmente preoccupante, in un contesto nel quale i manifestanti temono di essere arrestati arbitrariamente, sorvegliati e fatti oggetto dell’uso indiscriminato di gas lacrimogeni e di altre munizioni“, ha aggiunto Rosenzweig.

Durante le proteste del 1° ottobre un manifestante è stato colpito da un proiettile al petto, sono state esplose oltre 1400 cartucce di gas lacrimogeni ed esplosi circa 900 proiettili di gomma. Da allora, i manifestanti hanno continuato a radunarsi.

Piuttosto che raffreddare la tensione, le autorità di Hong Kong hanno deciso di attribuirsi nuovi poteri arbitrari per stroncare le proteste, dimostrando quanto sia aumentata la loro intolleranza nei confronti della libertà di manifestazione pacifica“, ha commentato Rosenzweig.

Chiediamo alle autorità di Hong Kong di non usare i poteri di emergenza come una cortina fumogena dietro la quale rafforzare le limitazioni nei confronti delle proteste; le sollecitiamo inoltre a rispettare il diritto dei manifestanti a esprimere pacificamente le loro opinioni e ad astenersi dall’uso eccessivo della forza e dal ricorso a poteri arbitrari per ridurli al silenzio“, ha concluso Rosenzweig.

La pena massima prevista per chi violerà la norma sulla copertura del volto sarà di un anno di carcere.